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Anatomia di un inizio. alle radici dell'archeologia scientifica in Piemonte

Altro · Torino

Evento concluso

16/10/2024 - 16/10/2024

Anatomia di un inizio. alle radici dell'archeologia scientifica in Piemonte

Descrizione

Anatomia di un inizio è il nuovo allestimento del Museo di Antichità che, nella sezione dedicata all’Archeologia a Torino, racconta la nascita dell’archeologia scientifica in Piemonte e mette a confronto due straordinarie sepolture: la tomba neolitica scoperta in Valle d’Aosta, a Montjovet, nuovamente visibile dopo 50 anni, e la mummia di un giovane uomo rannicchiato, ritrovata in Egitto, nelle vicinanze di Luxor, in prestito triennale dal Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, a seguito di recenti studi e di un accurato restauro. Due straordinarie sepolture, due contesti culturali e geografici molto diversi, scavati proprio agli inizi del Novecento grazie all’attività di Ernesto Schiaparelli, Direttore dell’allora Regio Museo di Antichità Greche, Romane ed Egizie, e Soprintendente alle Antichità del Piemonte e Liguria, sono per la prima volta messi a confronto: da un lato, una tomba neolitica scoperta a Montjovet, in Valle d’Aosta, nel 1909 e allestita nel museo proprio il 17 ottobre 1924, come prima “tomba ricostruita” nella nuova sala della Preistoria Piemontese e Ligure. Dall’altro, la mummia rinvenuta nel 1920 nel sito di Gebelein dalla Missione Archeologica Italiana in Egitto diretta dallo stesso Schiaparelli e confluita dopo il 1926 nell’Istituto e Museo di Antropologia, creato per accogliere in un’unica sede le raccolte scientifiche dell’antropologo Giovanni Marro, e oggi esposta ai Musei Reali. I resti umani rappresentano qualcosa di fondamentale, in quanto documento di una storia individuale e tassello della storia evolutiva umana, considerazioni che trovano un punto di avvio proprio agli inizi del Novecento nel mondo archeologico piemontese, gravitante intorno al Museo di Antichità e all’attività di Schiaparelli insieme a grandi studiosi che, intorno a lui, hanno contribuito a dettagliare pionieristicamente “l’anatomia di un inizio” nell’ambito della ricerca archeologica scientifica.

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