Descrizione
Anna Frantzel Celli (1878-1958) è nota per essere stata la moglie e la compagna di scienza e di lavoro di Angelo Celli, il grande igienista e politico italiano studioso della malaria. La figura di Anna è però assai più ricca del suo profilo di moglie: appassionata sin dalla prima gioventù di medicina, impegnata in attività sociali, sanitarie e pedagogiche nell'Agro romano, Anna è parte di un gruppo di donne colte, emancipazioniste, impegnate politicamente e su temi sociali di diversa entità, tutte accomunate dall'idea della necessità di un impegno costruttivo a favore del miglioramento delle condizioni di vita delle donne, dei bambini e di coloro che vivono in condizioni di marginalità estrema, sia in città che nelle campagne. Insieme a Ersilia Bronzini Majno, a Sibilla Aleramo, a Giovanni Cena, a Alessandro Marcucci e a Duilio Cambellotti, Anna si impegna nella formazione dei guitti dell'Agro, nella creazione e manutenzione delle scuole per gli abitanti delle campagne, in una politica di alfabetizzazione che ritiene la base necessaria per conquistare adesione ai programmi di profilassi e cura della malaria. Fonda scuole per infermiere e un ospedale pediatrico, La Scarpetta, destinato ad accogliere bambini malati e bisognosi nel cuore di Roma. La storiografia ci ha tramandato il ritratto di una donna intrepida e priva di esitazioni: nella realtà dei fatti, forse un profilo più umano e contraddittorio, in cui, sullo sfondo di relazioni personali e culturali ricchissime, il costante sacrificio delle aspirazioni e dei desideri di Anna 'donna' si accompagna a un impegno totalizzante nei confronti della scienza, del marito e degli 'altri'. Valentina Gazzaniga è professore di Storia della Medicina presso la Sapienza, Università di Roma. Si è occupata di storia della ginecologia dall'età classica all'evo moderno, delle origini della'anatomia patologica, della storia dell'etica e della deontologia medica. E' editor della rivista internazionale "Medicina nei secoli". Il ciclo Scienza a Roma: storia di donne è ideato e curato da Federica Favino, nell'ambito del programma Educare alle mostre, educare alla città. Prenotazione obbligatoria -Max 50 persone. E' previsto il rilascio dell'attestato di formazione.