Descrizione
Giovedì 13 novembre ore 18:00 vi aspettiamo presso la Sala Ferruccio Barreca all’Ex Regio Museo in Piazza Indipendenza a Cagliari per l’incontro “Cultura e Beni culturali nell’Italia contemporanea”. Alessandra Di Legge, Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi – Palazzo Chigi, terrà l’incontro nell’ambito della rassegna “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio” a cura di Maria Antonietta Mongiu e di Francesco Muscolino. Bisogna ogni tanto fare il punto di come nel secondo dopoguerra nell’Italia repubblicana beni culturali e cultura siano agiti sia sul piano giuridico-amministrativo sia nelle pratiche sia nelle percezioni della pubblica opinione. Il 14 dicembre 2024 si è, giustamente, celebrato con l’opportuno risalto il 50° anniversario dell’istituzione del Ministero per i beni culturali e ambientali, oggi Ministero della cultura. Fu, infatti, istituito il 14 dicembre 1974. Era presidente del Consiglio dei ministri Aldo Moro che con Concetto Marchesi era stato l’estensore dell’art. 9 della Costituzione. Non è proprio un caso che sia stato promotore dell’istituzione di un nuovo dicastero con un Decreto legge ovvero in una forma prevista dalla Costituzione che aveva contribuito a redigere. Quel Decreto fu ratificato sessanta giorni dopo dal Parlamento che convenne col Presidente del governo che bisognava ovviare al degrado che, nel secondo dopoguerra, aveva inferto ferite gravi al patrimonio architettonico, artistico, archeologico, a scavi e musei della nazione. Per tacere del paesaggio che la convulsa ricostruzione e la massiccia speculazione edilizia del secondo dopoguerra avevano stravolto. Le migliori coscienze critiche dell’Italia repubblicana conducevano una serrata azione perché si ovviasse a tale stato di cose e, pianamente, si attuasse l’art. 9 della Costituzione. Si pensi a Don Milani, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Pier Paolo Pasolini, Antonio Cederna, Giulia Maria Crespi e, a livello locale, Antonio Romagnino e Giovanni Lilliu, bussola per quanti più giovani avrebbero seguito la loro traiettoria di custodi irriducibili di quanto le precedenti generazioni avevano costruito nei millenni. Aldo Moro chiamò uno di questi, il senatore Giovanni Spadolini, perché, come ministro, si prendesse cura dell’appena nato ministero. Figura eminente della cultura italiana in quanto riconosciuto storico ma pure giornalista, già direttore del Corriere della sera. Aveva fatto esperienza di amministratore come sottosegretario. La persona giusta che aveva tali vasti rapporti da fargli dire che dava vita col contributo di tutti “non ad un Ministero burocratico ma uno strumento di unificazione di competenza diverse, e quindi di semplificazione”. E quindi largo spazio alla tutela attraverso gli uffici periferici ovvero le Soprintendenze; giusto valore ai musei con massicce assunzioni di custodi e funzionari e via costruendo. Chi abbia conosciuto la vecchia Direzione della Pubblica Istruzione e l’assetto che oggi ha il Ministero della Cultura intende quale rinascita culturale abbia rappresentato l’azione di Giovanni Spadolini. Nel 1976 passando la mano del neonato ministro ebbe a dire: “Ho preso in mano il patrimonio culturale dopo Caporetto. Oggi non si può ancora dire di avere raggiunto la vittoria totale come a Vittorio Veneto, ma quanto meno si è consolidata la resistenza sulla linea del Piave”. Negli anni, è stato varato nel 2004 il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, altra pietra miliare nell’attuazione dell’art. 9 della Costituzione. Dieci anni or sono, per Decreto della Presidenza del Consiglio, l’istituzione dei Musei autonomi che riguarda i più importanti complessi museali italiani. Tra questi anche i Musei nazionali di Cagliari, divenuti autonomi nel 2019. Un viaggio assai lungo che è tuttora in essere. L’incontro si terrà alle ore 18:00 presso l'Ex Regio Museo oppure potrà essere seguito da remoto in diretta streaming su Facebook e You Tube.