Descrizione
«Dopo Consentia c’è Hipponion, fondazione dei Locresi….…. poiché tutta la zona vicina è occupata da praterie belle e fiorite, credono che Persefone dalla Sicilia venisse qui per cogliere fiori e che da ciò derivi l’usanza, per le donne del luogo, di cogliere fiori e intrecciarne corone….» (Strabone VI, 1, 5). Da Tucidide a Strabone, dallo Pseudo Scimno a Solino, gli storici antichi erano concordi nell’attribuire ai Locresi Epizefiri la fondazione di Hipponion, insieme alla consorella Medma (attuale Rosarno). L’archeologia è testimone fedele di questo spostamento di popoli e culture tra Ionio e Tirreno, e ci permette di collocarlo tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a. C. Ne è prova la figura divina di Kore-Persefone, così come documentata nell’area sacra locrese della Mannella e in quella ipponiate di Scrimbia, che a Hipponion come a Locri emerge come grande divinità poliade, ovvero protettrice della Polis, cui si offrivano sacrifici, ricche armi in bronzo e vasi figurati di gran pregio. Altrettanto ci documentano i rituali funerari, a Locri come Hipponion connotati da forti implicazioni misteriche e salvifiche, come ci ricorda la nostra splendida laminetta aurea con testo orfico. Nell’ambito della rassegna “Un Museo contro l’inverno dello spirito”, giovedì 23 febbraio, alle ore 17:00, il Museo archeologico nazionale di Vibo Valentia ospita Daniela Costanzo, funzionaria archeologa del Ministero della Cultura, che parlerà del tema “Da Locri a Hipponion. Storie di coloni attraverso la cultura materiale”. Un Museo è cultura, per tutti