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#Dantedì...così di contra quel del gran Giovanni...

Altro · Napoli

Evento concluso

24/03/2020 - 24/03/2020

#Dantedì...così di contra quel del gran Giovanni...

Indirizzo: Largo San Martino, 5

Descrizione

La Direzione regionale Musei Campania aderisce al Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. Per l’occasione i musei ricorderanno la figura del Sommo poeta con opere d’arte che richiamano i luoghi, i personaggi e le vicende narrate nella Divina Commedia per raccontare quanto Dante si sia ispirato a personaggi, miti e simboli dell’antichità e nel corso dei secoli, abbia segnato profondamente tutte le espressioni culturali e artistiche dell’identità italiana. Il sommo Poeta è il simbolo della cultura e della lingua italiana, ricordarlo insieme sarà un modo per unire ancora di più il Paese in questo momento difficile, condividendo versi dal fascino senza tempo. La Cappella, dedicata a san Giovanni Battista nella Chiesa della Certosa di San Martino fu affrescata da Massimo Stanzione tra il 1642 e il 1647. In particolare nella volta possiamo ammirare la scena della discesa di Cristo al Limbo: una rappresentazione di scorcio potentissima con Cristo che tende la mano a Giovanni Battista. Il dipinto di Stanzione ricorda l’episodio descritto da Dante nel XXXII Canto del Paradiso. Dante giunge tra i Beati della Candida Rosa tra i quali si trova Giovanni che soffrì il deserto ed il martirio e rimase nel limbo due anni prima di essere condotto in Paradiso: così di contra quel del gran Giovanni,che sempre santo ’l diserto e ’l martirosofferse, e poi l’inferno da due anni(Paradiso Canto 32 vv. 31-33)Virgilio parla a Dante del limbo e gli spiega che chi si trova in questo luogo non soffre per aver commesso colpe ma vive nel desiderio eternamente inappagato di vedere Dio. Quindi Dante chiede:"Dimmi, maestro mio, dimmi, segnore",comincia’ io per volere esser certodi quella fede che vince ogne errore: "uscicci mai alcuno, o per suo mertoo per altrui, che poi fosse beato?". E quei che ’ntese il mio parlar coverto,rispuose: "Io era nuovo in questo stato,quando ci vidi venire un possente,con segno di vittoria coronato. Trasseci l’ombra del primo parente,d’Abèl suo figlio e quella di Noè,di Moïsè legista e ubidente; Abraàm patrïarca e Davìd re,Israèl con lo padre e co’ suoi natie con Rachele, per cui tanto fé, e altri molti, e feceli beati. E vo’ che sappi che, dinanzi ad essi,spiriti umani non eran salvati". ( Inferno: Canto IV vv. 46-61)Appuntamento sui nostri social con #Dantedì e #Ioleggo Dante!

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