Descrizione
Il nuovo medagliere e la sala della Scultura barocca alla corte dei Medici Il nuovo allestimento mette in gran risalto l'unicità del medagliere mediceo lorenese, vengono esposte le sculture barocche, in evidenza Costanza Bonarelli del Bernini È aperto ai visitatori il nuovo allestimento del Medagliere e della contigua sala dedicata alla scultura barocca. Il progetto ha perseguito la valorizzazione, secondo aggiornati criteri museografici e storiografici, della straordinaria collezione di medaglie del Bargello (che conta oltre 10mila pezzi) e delle sculture sei-settecentesche in materiali diversi, opere dei massimi esponenti del Barocco romano e toscano, da Gian Lorenzo Bernini e Francesco Mochi e Alessandro Algardi, da Giovanni Battista Foggini a Giuseppe Piamontini e Massimiliano Soldani Benzi. Medaglie, ritratti marmorei, ma anche bronzetti e bozzetti, in cera e in terracotta, opere tutte più note agli studi che al grande pubblico, di primaria importanza culturale e artistica all’interno del patrimonio italiano. Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello ha dichiarato: “Dedico il riallestimento, con il busto di Costanza Bonarelli, alle donne che hanno subìto e subiscono violenza tutti i giorni”. Protagonista assoluto del riallestimento della Sala Barocca del Museo Nazionale del Bargello, presentato questa mattina, è il busto marmoreo di Costanza Bonarelli di Gian Lorenzo Bernini. Costanza, nobildonna e mercante di origini senesi nonché amante del grande artista, fu sfregiata su mandato di Bernini all’indomani della scoperta della relazione di lei con il fratello dello scultore. “Costanza Bonarelli è una delle mie sculture preferite – ha detto Paola D’Agostino, Direttore dei Musei del Bargello - e il riallestimento è dedicato a tutte le donne che hanno subito e che subiscono violenza tutti i giorni, perché la sua è una storia triste ma anche una storia di grandissimo riscatto durante la vita e dopo, nei secoli. Costanza è stata infatti una donna straordinaria che, grazie alla sua forza, ha vissuto una vita lunga e intensa: è stata una mercante d’arte, una donna di successo, ha vissuto in ottimi rapporti con la corte papale. È stata la donna per la quale Bernini ha fatto quello che nessun artista aveva mai fatto prima, ovvero concedersi la grandissima libertà, da artista del Papa, di realizzare un ritratto della persona che amava, un ritratto realizzato per sé stesso e non per un committente, conservato nel suo studio prima che – accecato dalla gelosia – decidesse di farla sfregiare, minando così quella bellezza che aveva voluto immortalare”. “Il ritratto – continua D’Agostino - arriva a Firenze alla metà degli anni ’40 del Seicento e i Medici, nella loro genialità collezionistica, lo espongono nella galleria delle statue, accanto al Bruto di Michelangelo (anch’esso conservato al Museo Nazionale del Bargello, ndr). Spero che chi verrà qui ricorderà il passato e penserà al futuro guardando ad un ritratto parlante, meraviglioso e di grandissima forza”@bargellomuseums