Descrizione
Anche quest’anno, sia pure con le limitazioni imposte dalle disposizioni per il contrasto e il contenimento del Covid-19, l’Archivio di Stato di Verona aderisce all’edizione 2020 di Domenica di Carta che si svolgerà domenica 11 ottobre in tutta Italia con la finalità di valorizzare il patrimonio archivistico e bibliografico conservato negli Archivi e nelle Biblioteche dipendenti dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Dopo la prima parte dedicata a Villa Zamboni, la seconda parte della giornata si svolgerà nel pomeriggio, dalle ore 16.00 alle ore 18.30 e, alla luce dell’attualità stringente e al fine di diffondere la conoscenza della memoria conservata negli archivi sulle emergenze sanitarie del passato, l’evento dal titolo “Il Grande Contagio. La peste del 1630 a Verona e Territorio” sarà incentrato sulla valorizzazione della fonte archivistica dell’Ufficio di Sanità. Il Direttore dell’Archivio di Stato illustrerà il fondo archivistico del suddetto Ufficio, istituzione sorta nel 1449 per iniziativa del Comune di Verona e che ebbe organizzazione stabile dopo Le due grandi pestilenze del 1576 e del 1630. Da quest’ultimo anno l’Ufficio tenne la registrazione dei morti di città, e a datare dal 1731, quella dei nati e dei morti in città e nel territorio. Il Professor Gan Paolo Marchi, professore emerito di Letteratura italiana nell'Università di Verona e autore di numerosi studi sull'umanesimo veronese da Dante a Manzoni a Verga, illustrerà l'opera del medico e letterato Francesco Pona che pubblicò una relazione storica dei luttuosi eventi (il Gran Contagio di Verona nel Milleseicento e Trenta, Verona Merlo 1631) archetipo di alcune relazioni a stampa apparse in seguito. Non meno utili e suggestive le descrizioni delle carte d'archivio che, alle metafore rutilianti del Pona, oppongono lo stile della quotidianità del linguaggio cioè di coloro (frati cappuccini, cappellani, medici e inservienti) che erano impegnati a far funzionare la gran macchina dei soccorsi. Nell’intervento successivo il Professor Bruno Chiappa, membro effettivo dell’Accademia di Agricoltura Scienze Lettere di Verona, Socio del Centro Studi per la Storia della Valpolicella e autore e curatore di varie monografie di comuni o di realtà socio-economiche della pianura veronese con particolare attenzione alle tematiche agrarie, in particolare quelle legate alla risicoltura, parlerà delle condizioni demografiche e sociali del territorio veronese dopo la peste del 1630 e soprattutto ricostruirà i sopralluoghi compiuti nei primi mesi del 1631 dal Provveditore generale alla Sanità, Alvise Valaresso, per controllare la situazione generale della provincia e in particolare per verificare quante persone fossero decedute nelle singole ‘ville’ e se vi fossero ancora casi di contagio. Le relazioni di queste visite, riunite in un unico fascicolo, formano il reg. 191 del fondo Ufficio di Sanità dell’Archivio di Stato. Si tratta di una fonte assai importante - che di alcuni paesi fornisce il quadro completo della popolazione - nota e utilizzata dagli studiosi e che si spera possa diventare presto oggetto di pubblicazione. Seguirà l’intervento della Professoressa Marina Garbellotti, docente di Fondamenti e didattica della storia e storia della famiglia e dell’infanzia nell’Università di Verona, che, dopo aver menzionato il valore simbolico della peste, considerata ‘il gran castigo’ di Dio, e la difficoltà di riconoscerla, si soffermerà sulla nascita degli Uffici di Sanità e sulla loro funzione. In particolare illustrerà i principali provvedimenti attuati dall’Ufficio di Sanità per controllare la mobilità delle persone durante le pestilenze con cenni sui disordini sociali e morali conseguenti al morbo. L’ultimo intervento della Dottoressa Elena Zanoni, Dottore di Ricerca in Scienze Storiche e Antropologiche presso l’Università di Verona dove tuttora collabora presso il Dipartimento Culture e Civiltà, si focalizzerà sul ruolo svolto dal Lazzaretto di Verona in età moderna all’interno del sistema economico e doganale veneto. Sarà presentato il suo funzionamento interno e nel più ampio contesto della gestione della sanità pubblica, in quanto luogo di passaggio obbligato, non solo per i soldati, ma per tutti i mercanti che, provenienti da stati esteri in cui vi fosse sospetto di peste, dovessero rientrare in territorio veneto. Al breve Convegno seguirà la presentazione di una rassegna documentaria delle fonti archivistiche più significative per illustrare il “Gran Contagio” del 1630 a Verona e in tutto il territorio veronese. Entrambi gli eventi hanno il Patrocinio del Comune di Verona. L’ingresso al pubblico è libero e gratuito fino all’esaurimento dei posti disponibili nella sala congressi (Max. n. 40 posti) gentilmente messa a disposizione dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia presso il Magazzino 1 sito in Via Santa Teresa, 12 dove ha sede l’Archivio di Stato di Verona. La prenotazione è facoltativa e può essere richiesta scrivendo a: as-vr@beniculturali. it o telefonando al numero: 045594580.