Descrizione
Sabato 30 maggio 2026 le conferenze di Fermata San Saturnino riprendono l’argomento delle ricerche seicentesche dei Corpi Santi. Stavolta il tema verrà analizzato attraverso un confronto tra i due principali contesti sardi in cui avvennero: San Saturnino di Cagliari e San Gavino di Porto Torres. “L’arcivescovo Gavino Manca de Cedrelles decise nel 1614, sull’onda di un fenomeno a scala europea, di effettuare la ricerca delle reliquie dei martiri turritani all’interno della Basilica di San Gavino a Porto Torres. Il giornale dei lavori descrive giornalmente e minuziosamente gli scavi effettuati, rappresentando pertanto un’importantissima, e spesso unica, testimonianza dei numerosi rinvenimenti archeologici, utilizzata come fonte da numerosi studiosi. I risultati dei lavori ebbero all’epoca una vasta eco in tutta l’isola, innescando processi di imitazioni e altre ricerche di “cuerpos santos” specialmente a Cagliari, e contribuirono inoltre a mutare il volto della cattedrale romanica, con la costruzione della cripta seicentesca. L’intervento intende descrivere, attraverso le scoperte effettuate nel 1614 e quelle più recenti, la strutturazione dello spazio sepolcrale cristiano nell’area della Basilica di San Gavino, già occupata in epoca paleocristiana da una precedente struttura sacra.” Affronteranno l’argomento due funzionari della Soprintendenza: Donatella Mureddu, una delle autrici del testo “Sancti Innumerabiles” che per anni ha condotto ricerche presso l’area di San Saturnino e Gianluigi Marras, che attualmente si occupa del contesto di San Gavino di Porto Torres. Donatella Mureddu riprenderà l’argomento già affrontato in questa sede sulle ricerche dei Corpi Santi a Cagliari, focalizzando il discorso sulle ricerche effettuate dalla professoressa Martorelli e dal professor Piras, sulle tecniche di scavo e sulla lettura dei dati archeologici, sottolineando come, pur viziati da interpretazioni errate, questi possano costituire ancora oggi una preziosa miniera di informazioni. Parlerà inoltre degli scavi che misero in luce la sepoltura di San Lucifero e del fenomeno tutto cagliaritano della venerazione per questo vescovo la cui storia è ricca di contraddizioni e di giudizi contrastanti.