Descrizione
Prosegue l’esposizione on line a porte chiuse, rigorosamente sui social o meglio sulla pagina Facebook del museo, della collezione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. E tutto questo grazie alla rubrica “L’Opera del giorno”, ideata appositamente per continuare a far vivere e fruire dell’arte anche a distanza e da casa. Per l’occasione, nella ricorrenza del venerdì santo, si è voluto tenere fede alla circostanza e, per rimanere in tema, non si è potuto fare a meno di proporre uno dei quadri che meglio si addicono a questo momento: “La Crocifissione” dipinta da Paolo Veronese. Chi meglio di lui può rendere l’atmosfera aulica, religiosa, contrita del periodo e di questa festività e giornata? Allora, per farne carpire meglio il senso, le Gallerie hanno voluto fornire anche una breve contestualizzazione e descrizione esplicativa del dipinto, con un quadro anche storico del panorama in cui l’opera va ad inserirsi. Come arriva in museo? Che cosa rappresenta e come è stata realizzata e dipinta? Quanto la tecnica trasmette e dà valore aggiunto e significato alla stessa? La chiesa di San Niccolò della Lattuga, che sorgeva alle spalle della Basilica dei Frari, venne demolita e la sua decorazione pittorica pervenne, con l’eccezione della pala d’altare di Tiziano oggi alla Pinacoteca Vaticana, alle Gallerie dell'Accademia di Venezia. La grande tela si colloca nella produzione tarda di Veronese, intorno al 1582, caratterizzata da un progressivo scurirsi della tavolozza e un riflesso del mutato clima a Venezia, dopo l’esplosione della terribile epidemia di peste nel 1575. La forte drammaticità della scena, più prossima al turbolento impaginato di Tintoretto che alle limpide atmosfere veronesiane dei decenni precedenti, è accentuata dal mutare improvviso del cielo con l’addensarsi delle pesanti nubi grigie, mentre in primo piano un demone sembra uscire dalle viscere della terra, spaventando gli astanti e il cavallo sulla destra che si impenna. Di evocazione spettrale è anche la città di Gerusalemme sul fondo dove è evocato, come una specie di antefatto, l’inizio della Via Crucis.