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Gasparo Angiolini, un coreografo “democratico” del Settecento @ ICBSA (ex Discoteca di Stato)

Incontro/presentazione · Roma

Evento concluso

17/11/2025 - 17/11/2025

Gasparo Angiolini, un coreografo “democratico” del Settecento @ ICBSA (ex Discoteca di Stato)

Indirizzo: Via Michelangelo Caetani, 32

Sito ufficiale: http://www.icbsa.it/

Prezzo: Gratuito

Descrizione

Gasparo Angiolini, coreografo democratico: un libro e un evento all’ICBSAUn evento per riscoprire Angiolini Il prossimo 18 novembre 2025 l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA) di Roma ospiterà la presentazione del volume Gasparo Angiolini. Memorie di prigionia di un coreografo democratico (1799–1801), a cura di Lorenzo Tozzi. L’incontro rientra nella rassegna ENTRECHAT: libri&danza, un ciclo di presentazioni curato da AIRDanza – Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza – in collaborazione con l’ICBSA, finalizzato a diffondere la conoscenza degli studi sulla danza a un pubblico sempre più vasto. Durante l’evento, studiosi ed esperti dialogheranno con il curatore per illuminare il pubblico sulla figura storica di Gasparo Angiolini e sul contenuto inedito delle sue Memorie. L’ingresso è libero e l’iniziativa rappresenta un momento di incontro tra ricerca accademica e divulgazione culturale nel campo della danza storica. Gasparo Angiolini: arte e ideali rivoluzionari Nato a Firenze nel 1731, Gasparo Angiolini fu un danzatore e coreografo di primo piano del Settecento, oggi noto quasi solo agli addetti ai lavori. Eppure la sua importanza è storica: attivo nei più prestigiosi teatri d’Europa (da San Pietroburgo a Vienna e Milano), è considerato il più importante coreografo italiano del XVIII secolo, nonché un pioniere del ballo pantomimo (ballet d’action) che gettò le basi del moderno balletto narrativo. In gioventù Angiolini ingaggiò una celebre querelle teorica con il francese Jean-Georges Noverre proprio sul ruolo della pantomima nella danza, difendendo una concezione drammatica e narrativa del balletto. Collaborò inoltre con il compositore Christoph W. Gluck per arricchire di danza opere rivoluzionarie per l’epoca, come Orfeo ed Euridice (1762) e i balli Don Juan (1761) e Sémiramis (1765). Parallelamente alla carriera artistica, Angiolini fu un intellettuale dai ferventi ideali illuministi e giacobini. Negli ultimi anni del Settecento, ormai sessantenne, aderì con entusiasmo agli ideali repubblicani portati in Italia dalla Rivoluzione francese e dalla Repubblica Cisalpina – al punto da innalzare simbolicamente un albero della libertà nel giardino della sua villa alle porte di Milano. Questa audacia politica traspariva anche dalle sue opere: tra il 1797 e il 1798 ideò una serie di cinque audaci “balletti democratici” ispirati ai principi di libertà ed eguaglianza propugnati dai francesi. Titoli come Silvio o il vero patriota (1797) o Il Santissimo massacro ovvero le vittime del Vaticano (1798) affrontavano apertamente temi repubblicani e anticlericali, mettendo in scena popoli in rivolta che espongono cartelli con motti come «Non c’è patria sotto il dispotismo». Queste coreografie dal contenuto rivoluzionario allarmarono le autorità restaurate: dopo la caduta della Repubblica Cisalpina (luglio 1799), il comando austriaco del generale barone Melas mise Angiolini sotto inchiesta e ne ordinò l’arresto. Il coreografo venne incarcerato a Milano (nel carcere di Sant’Antonio) e successivamente deportato nelle lontane Bocche di Cattaro, in Montenegro. Memorie di prigionia: un manoscritto inedito Angiolini conobbe dunque sulla propria pelle la repressione politica. Restò prigioniero tra il 1799 e il 1801, finché la Pace di Lunéville (1801) e la conseguente restaurazione della Repubblica Italiana gli restituirono la libertà. Tornato a Milano nel 1802, visse ancora poco – sarebbe morto nel 1803 – ma in quei mesi si dedicò a mettere per iscritto le proprie esperienze e idee maturate in cattività. Durante la prigionia aveva redatto un ampio resoconto manoscritto, nel quale illustrava le sue convinzioni repubblicane e democratiche e denunciava le ingiustizie subite. Quelle pagine, rimaste sinora inedite, raccontano in presa diretta le vicende che sconvolsero Milano e l’Italia del Nord tra il 1799 e il 1801. Si tratta di testimonianze straordinarie sia per il contenuto politico, sia per il valore umano: Angiolini vi esprime con lucidità le proprie idee rivoluzionarie, non risparmiando neppure una punta di amarezza verso i francesi, accusati di aver tradito gli ideali per cui lui stesso aveva lottato. Il volume Memorie di prigionia di un coreografo democratico (1799–1801) curato da Lorenzo Tozzi porta per la prima volta alle stampe questi scritti di Angiolini, offrendo al pubblico moderno due documenti di eccezionale interesse storico. Il primo è intitolato Ingenua confessione d’un onesto cisalpino detenuto in S. Antonio nell’anno 1799, ed è di fatto un diario-ragionamento composto dal coreografo mentre era detenuto a Milano. Il secondo, scritto qualche anno dopo la liberazione, è Appendice alla paterna educazione ai sentimenti ed alla vita, ovvero ragionamento sopra l’ingiusta sua prigionia ed il suo esilio a Cattaro (1802). In queste pagine Angiolini rievoca le sofferenze dell’esilio forzato e rivendica con coraggio la propria fede negli ideali di libertà e uguaglianza. L’insieme costituisce una sorta di memoriale politico-autobiografico, in cui l’artista riflette sul destino di un intellettuale “democratico” nella temperie reazionaria di fine Settecento. La prosa di Angiolini, talora appassionata e intrisa di sdegno civile, getta luce su aspetti meno noti della storia del balletto: il teatro come strumento di impegno sociale e le connessioni tra arte e rivoluzione. Lorenzo Tozzi, il curatore sulle tracce del coreografo Se oggi questo prezioso manoscritto vede la luce, il merito va al curatore Lorenzo Tozzi, figura di spicco negli studi sulla musica e la danza in Italia. Tozzi – giornalista, musicista e musicologo – vanta una lunga carriera dedicata alla ricerca storico-musicale e coreutica. Già nel 1972 pubblicò una pionieristica monografia intitolata Il balletto pantomimo del Settecento: Gaspare Angiolini, la prima ampia ricerca mai realizzata sul coreografo fiorentino. Da decenni dunque Tozzi indaga la vita e le opere di Angiolini, e con questo nuovo volume riporta all’attenzione generale la complessa personalità artistica e politica del maestro di balletto settecentesco. Nel saggio introduttivo del libro, il curatore delinea con chiarezza il contesto storico-culturale in cui Angiolini operò, forte di una profonda competenza maturata in anni di insegnamento e pubblicazioni nel settore. Il ritratto che emerge è quello di un artista coraggioso, precursore dei tempi sia nell’arte che nel pensiero: un coreografo capace di innovare il linguaggio del balletto e insieme di sposare con convinzione le idee democratiche più avanzate del suo tempo. Tozzi arricchisce il volume anche con apparati utili al lettore, tra cui una prefazione dello storico Alessandro Guerra (Sapienza Università di Roma), un’iconografia, la rassegna completa dei balletti democratici e una cronologia degli ultimi anni di Angiolini. Il risultato è un’opera accurata, dal grande valore storico-culturale, in grado di interessare tanto gli studiosi quanto gli appassionati di danza e di storia. AIRDanza e ICBSA: una missione culturale condivisa La presentazione romana del libro di Angiolini rientra in una più ampia collaborazione tra AIRDanza e ICBSA volta a valorizzare la cultura della danza. AIRDanza, fondata nel 2001, è l’associazione che riunisce i ricercatori italiani di danza, impegnata a promuovere studi e pubblicazioni in questo campo anche presso il grande pubblico. ICBSA, erede dell’archivio storico della Discoteca di Stato, ha tra i suoi compiti istituzionali la conservazione e la diffusione del patrimonio sonoro e audiovisivo nazionale. Dall’unione di queste forze è nata la rassegna ENTRECHAT: libri&danza, che periodicamente presenta nuovi volumi e ricerche sulla danza nello spazio prestigioso dell’ICBSA a Roma. Ogni incontro non si esaurisce nell’evento dal vivo: le presentazioni vengono registrate e le videoriprese entrano a far parte sia degli archivi dell’ICBSA sia dei contenuti divulgati da AIRDanza (ad esempio tramite il canale You Tube dell’associazione). Questa sinergia garantisce che la memoria delle iniziative e dei saperi condivisi continui a vivere e ad essere accessibile anche in futuro. Nel caso di Gasparo Angiolini, la collaborazione tra l’ente pubblico e l’associazione di settore contribuisce a far riscoprire un protagonista dimenticato del nostro patrimonio coreutico, collegando documenti storici, ricerca accademica e divulgazione al pubblico contemporaneo. Come già dimostrato dal forte interesse istituzionale attorno alla figura di Angiolini – il volume era stato presentato anche in sedi di rilievo come la Biblioteca Braidense di Milano e la Camera dei Deputati – l’operazione culturale congiunta di AIRDanza e ICBSA mette in luce l’importanza di tramandare la storia della danza italiana e i suoi legami con la storia politica e sociale del Paese.

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