Descrizione
Nel 1911 giunse a Castelnuovo il pittore francese Charles Lucien Moulin (Lilla 1869 – Isernia 1960), arrivato una prima volta in Italia nel 1896, anno in cui aveva vinto il prestigioso Prix de Rome per la pittura all’Accademia di Francia sita in Villa Medici. Giunto a Castelnuovo per rimanervi poche settimane, decide di trattenersi ai piedi delle Mainarde per tutta la vita, alternando all’inizio lunghi soggiorni tra Anticoli e Parigi, dove partecipa a diversi Salon, e successivamente, dopo la fine del primo conflitto mondiale, decidendo di scegliere come sua dimora una capanna costruita in cima a Monte Marrone. Abbandonata la pittura di Storia, di stampo accademico, e con essa l’olio e la tempera, l’artista predilige i pastelli e lo studio en plein air elaborando un’ipotesi di veduta costruita sulla luce e sul colore retinico, non già la sintesi impressionista ma la pura visione ottica, neoplatonica. Il risultato è un’immagine realistica ma trasfigurata: «Le cose devono essere studiate per degli anni per cogliere la luce. Se così facendo le vediamo come difficilmente si lasciano vedere, cioè senza confini troppo precisi, la nostra allora non è più una semplice rappresentazione della natura, bensì la nostra pittura». Moulin conduce in Molise un'esistenza singolare, vivendo per lunghi periodi dell'anno sulla cima del Monte Marrone, volontariamente isolato, ma a completo contatto con la natura, fonte per la propria ispirazione. Muore presso la clinica Pansini di Isernia il 21 marzo del 1960 ed è sepolto a Castelnuovo al Volturno.