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Giorno della Memoria 2022

Mostra · Roma

Evento concluso

26/01/2022 - 26/01/2022

Giorno della Memoria 2022

Indirizzo: Piazzale degli Archivi, 27

Sito ufficiale: https://www.acs.beniculturali.it/

Prezzo: Gratuito

Descrizione

Il viaggio è una cosa molto difficile da rendere, da raccontare, perché la vita di quegli ultimi giorni, con mio papà dentro al vagone è una vita, una vita già non vita. È una vita di persone trattate come bestie, di persone che guardavano fuori da quei piccoli finestrini del carro merci come quei vitelli che vengono portati al macello e che nelle stazioni chiedono da bere … dei muggiti, dei versi, nessuno glielo dà, di solito. E noi… era un viaggio verso il nulla, non sapevano dove saremmo andati. Guardavano fuori e prima il treno puntò verso sud. Arrivò io credo fino a Modena per poi girare indietro. E quindi in un primo tempo la gente disse: “Ecco, siamo in Italia, andiamo in giù” […] ma poi puntò verso il nord, e quando passammo il confine fu la disperazione di tutti. Io divido il viaggio in tre fasi, nella mia testa. La prima fase è quella del pianto, perché tutti piangevano. Non c’era uomo, non c’era donna, non c’era vecchio, non c’era nessuno che non piangesse. Era la disperazione totale, era la fine di tutte le speranze. Poi ci fu la fase media, la fase centrale, in cui i più fortunati pregavano. […] E poi ci fu la terza fase, che per me è la più importante, la più solenne. E fu la fase del silenzio. Perché quando si arriva così vicini a un punto che per la maggior parte di noi fu di non ritorno, non c’è nessuna parola che serva. E fu un silenzio, un silenzio importante. C’era solo il rumore delle ruote del treno, implacabile, che ci allontanava dalla nostra casa, dai nostri affetti, dai nostri odori, dai nostri sapori, dalla nostra lingua. E basta… stavano tutti in silenzio, anche i bambini non piangevano più. C’era questo enorme silenzio. Ognuno stava stretto al suo caro e non c’era più bisogno di parlare. L’estrema comunicazione che per tutti quei tredici anni della mia vita avevo avuto con mio papà ha raggiunto il massimo in quei giorni di silenzio perché non avevamo bisogno di parole per dirci tutto il nostro amore l’uno per l’altra… E il 6 febbraio [1944] arrivammo ad Auschwitz. Con queste parole vibranti di un dolore lucido, composto, rappreso, infinito, Liliana Segre, oggi senatrice a vita, rivive per noi in un’intervista del febbraio 1998 il suo viaggio verso l’abisso da Milano ad Auschwitz, stretta a un padre che non avrebbe mai più rivisto. Liberata il primo maggio 1945 al campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück, fu tra i venticinque bambini italiani di età inferiore ai quattordici anni sopravvissuti all’inferno di Auschwitz. La sua voce si unisce alle migliaia di altre – circa 55.000 video testimonianze, per un totale di 115.000 ore di interviste condotte in 65 paesi e in 43 lingue diverse – che Steven Spielberg raccolse a partire dal 1994. In quell’anno il regista fondò a Los Angeles la Survivors of the Shoah Visual History Foundation (https://sfi. usc. edu/about) per radunare le storie di sopravvissuti e testimoni diretti dell’Olocausto (ebrei, omosessuali, testimoni di Geova, sinti e rom, vittime di esperimenti eugenetici, prigionieri politici, ecc.) dal 1933 fino al termine della Seconda guerra mondiale. In Italia le interviste – in totale 443 – furono realizzate tra il 1998 e il 1999. Questi documenti eccezionali, che rendono indelebili le testimonianze di quanti vissero quella immane tragedia e il ricordo di milioni di vittime della Shoah, sono conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato. Originariamente memorizzati su più videocassette della durata di circa 30 minuti ciascuna, più recentemente i filmati delle interviste italiane sono stati trasformati in formato digitale MPEG1 e FLV, indicizzati per consentire una ricerca puntuale e resi accessibili, oltre che in sede, in streaming agli utenti registrati sul sito (http://www. shoah. acs. beniculturali. it/). Nel 2011 è nato il portale Ti racconto la storia: voci dalla Shoah con l’obiettivo di superare intolleranze, integralismi e pregiudizi mediante l’uso delle testimonianze di storia visiva intese come strumento educativo. Racconti di vita che colpiscono dritti al cuore e scuotono le coscienze. Ancor più oggi, per non dimenticare. L’Archivio Centrale dello Stato partecipa agli eventi commemorativi del “Giorno della memoria 2022” proseguendo il suo impegno quotidiano per garantire la consultazione della vasta documentazione conservata e continuando a promuovere iniziative di ricerca sulla tema della Shoah. In quest’ottica, l’Archivio Centrale dello Stato e l’Archivio storico della Comunità ebraica di Roma, nell’ambito di un proficuo e consolidato rapporto di collaborazione, hanno in progetto una serie di attività di studio e valorizzazione delle fonti d’archivio sulla storia ebraica dallo Statuto albertino alla Shoah. Il primo appuntamento si terrà, alla luce dell’emergenza sanitaria Covid-19, in modalità streaming il 28 febbraio 2022 in orario antimeridiano a partire dalle ore 10.00 e avrà come tema centrale le fonti per la storia ebraica dal 1848 al 1922. Si esporranno i primi risultati di una ricognizione già avviata su alcuni fondi dell’Archivio centrale dello Stato come anticipazione di un più ampio progetto di censimento in itinere. Seguiranno altri incontri nei mesi a venire. A cornice dell’iniziativa saranno visibili, sulle note di brani di musica Klezmer, immagini di opere del pittore e scultore Georges De Canino.

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