Descrizione
Occhio e testa di rapace. Becco adunco. Corpo di leone. Ibrida mescolanza di forme. Questo il vocabolario di un’inverosimile creatura del mito. Il grifo o grifone. Un demone mesopotamico, che tanta fortuna incontrò presso i popoli del Mediterraneo antico. Da oriente a occidente. Anche durante il Medioevo cristiano. Unione perfetta di due animali regali. L’aquila e il leone. Dominatori l’una del cielo, l’altro della terra. Simbolo di potenza, di forza, di aggressività. Ma anche di protezione. Non a caso i Greci posero i grifoni a guardia delle miniere auree del dio Apollo, in una lontana terra, ai confini del mondo, variamente localizzata dagli antichi tra le steppe del Mar Nero e l’India. Oro per il grifo, raffigurato sul castone ovale di questo anello a verga rettangolare. Sta facendo un balzo in avanti, a sinistra, con la bocca aperta. I muscoli tesi. Intorno tre rosette e in alto la mezza luna crescente. L’anello, che presenta assonanze con produzioni orafe centroitaliche e magnogreche della metà del IV secolo a. C., era indossato nella mano sinistra da una donna di rango, inumata nella necropoli dei Galli Senoni di Santa Paolina di Filottrano e accompagnata da una ricca parure di monili, tra cui un torquis (collare) di fattura celtica.#amanda. zanone