Descrizione
“Perché mi costringi a dire ciò che per te è meglio non sapere? La vita è senza dolore quando si ignorano i propri mali. Il meglio è non essere. Essere niente”. Un sorriso sarcastico, scolpito nel marmo, per le parole di un vecchio demone. Sileno. Il precettore di Dioniso, dio del vino e dell’ebrezza. Creatura selvatica. Umana e animalesca insieme. Compagno di satiri e menadi nello sfrenato e scomposto corteo che seguiva il dio. Eppure l’unico a essere saggio. Capace di cantare le cose del mondo e sondare i segreti dell’esistenza umana. Parole un tempo rivolte a Mida, re della Frigia. Sovrano ricchissimo in grado di tramutare in oro tutto ciò che toccava. Inutile dono che gli impediva di nutrirsi. Sciocca vanità che lo aveva reso affamato e assetato. Insaziabile e avido anche di conoscenza, un giorno il re fece catturare Sileno per sapere quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l’uomo. La risposta? Parole di un mito che ha i colori della precarietà e della fragilità di ciò che si possiede. Anche della vita stessa. E che ricordano l’ineluttabilità della morte.#amandazanone