Descrizione
Anche questa settimana un appuntamento con la rubrica delle Gallerie dell’Accademia di Venezia I Martedì Del Restauro. Si prosegue col racconto della storia conservativa del "Convito in casa di Levi di Paolo Veronese", visibile in Sala X. Qui è possibile recuperare le puntate precedenti qui https://bit. ly/convito1ed anche qui https://bit. ly/convito2La storia conservativa dell’opera. Nel 1979, al principio del grande restauro della tela, il dipinto appariva pesantemente alterato per effetti degli interventi del passato, con ridipinture e strati di vernice ossidata e quindi ingiallita, che ne modificavano l’aspetto: il cielo e le architetture in particolar modo erano state reinterpretate pittoricamente, conferendo al dipinto un aspetto profondamente differente dall’originale. La lunga e complessa pulitura ha permesso il recupero degli strati pittorici, celati dalle ridipinture e dai toni alterati; strati che, pur molto abrasi, rivelano la qualità altissima dell’opera e dati importanti sulla tecnica pittorica di Veronese. Al termine di queste lunghe operazioni, la pellicola pittorica è stata trattata con metodologia di integrazione pittorica, a seconda delle diverse situazioni conservative: le ampie parti abrase sono state ricucite e riequilibrate con leggere velature ad acquarello, mentre le sezioni mancanti delle figure, lungo i tagli operati per mettere in salvo il dipinto, sono state ricostruite con la tecnica del tratteggio. Osservando attentamente il Convito, si possono notare queste due fasce integrate in prossimità delle colonne, in corrispondenza del giullare nella parte sinistra e dell’imponente personaggio dalla veste rigata sulla destra.