Descrizione
Il Trappeto del Feudo Gentile è una antica e bellissima struttura con radici romane ed elaborata a più riprese nel Trecento e nel Seicento. Di proprietà del medico bitontino Damiano Stellacci, si trova sulla provinciale Santo Spirito-Bitonto nello storico territorio un tempo chiamato “Enziteto”, derivazione dell’uso agricolo dell’innesto degli ulivi. Ed infatti l’area ancora conserva la presenza di ulivi di epoca sforzesca (prima metà del 1500). Nel corso dei secoli amalfitani, ravellesi e sorrentini (Bove, Rogadeo, Fenice, Rufolo, Labini) si traferirono dalla costiera tirrenica nei contadi di Bitonto e Giovinazzo dando impulso alla produzione e al commercio dell’oro di Puglia con fondachi di veneti, fiorenti e lombardi (Medici, Bragadin, Bembo). Tra questi vi era proprio il trappeto del Feudo, le cui fondamenta di epoca romana vennero in epoca angioina utilizzate per la realizzazione dell’imponente edificio di lavoro a sezione ogivale. Il trappeto è posto in un terreno il cui proprietario ha raccolto una notevole quantità di cultivar su cui sperimenta gli innesti. Dopo la lettura del Preambolo dell’Atto Costitutivo UNESCO,Introducono gli organizzatori: Ph. R Pina Catino – Presidente Club per l’UNESCO di Bisceglie; Arch. Eugenio Lombardi – Presidente Ass. Eco Museale del Nord Barese; Imprenditrice Mariella Ragnini- Presidente Stargate Universal Service Ad V. Relatori: dott. Pierfranco Bruni – Archeologo antropologo sul tema: I BENI CULTURALI PUGLIESI NON VALORIZZATI: le minoranze storiche in Puglia; prof Luigi Palmiotti, Direttore del Museo Etnografico “Francesco Prelorenzo” di Bisceglie: I TRAPPETI FRA STORIA E CULTURA A BISCEGLIE; Presentazione Libro e Proiezione documentario - Dott. Damiano Stellacci - “L’ULIVO, FONTE DI CIVILTA’”; VISITA al Trappeto del Feudo Degustazione Olio