Descrizione
Tra la fine del VII e gli inizi del V sec. a. C., nelle necropoli picene si affermano le cosiddette sepolture a circolo. Si tratta di un raggruppamento di alcune sepolture a fossa, all'interno di aree delimitate da grandi fossati circolari, dove la disposizione delle sepolture rispecchia vincoli di parentela, oltre che di rango sociale. Nella primavera del 1970 viene messo in luce a Sirolo, nell'area Davanzali, il famoso Circolo delle Fibule, all'interno del quale furono rinvenute nove sepolture appartenenti a bambine e adulti di sesso maschile e femminile. Il contesto deve il proprio nome al numero elevatissimo di fibule deposte all'interno delle tombe, oltre 1.200 esemplari, dei quali più di 400 nella sola tomba 2. Le fibule erano disposte in maniera ordinata, secondo schemi ricorrenti, sia sui corpi femminili sia su quelli maschili, secondo un’usanza diffusa nel Piceno e, in particolare, a Numana. Le fibule, vere e proprie spille, furono utilizzate in primo luogo per assicurare le vesti sulle spalle e alla vita, ma anche come agganci di monili, in particolare pendagli, e altri ornamenti femminili. Le fibule, nello schema più semplice, sono costituite da un ago, o ardiglione, che prosegue in una molla a cui si salda un elemento ad arco. Questo poteva essere decorato a incisione, oppure era impreziosito da un grano d’ambra, talvolta di dimensioni molto grandi. La staffa è l’elemento che, opposto alla molla, alloggia e ferma l’estremità appuntita dell’ardiglione. Numerosi ornamenti in bronzo, ambra e avorio completano il costume femminile, mentre gli uomini sono connotati come guerrieri tramite la deposizione di armi e, nel caso della tomba 7, di un carro a due ruote. I corredi includono set da banchetto, con ceramica e vasellame metallico di produzione locale o di importazione dall'Egeo e dall'area etrusco-italica.