Descrizione
Buongiorno amici. Speriamo abbiate passato una Pasqua serena, per quanto possibile. Noi oggi riprendiamo con la quarta puntata della "lezione" sulla nostra Biblioteca e i nostri manoscritti, e raccontiamo di uno dei più antichi codici da noi custoditi, l' Aldini 52 che contiene l'Enchiridion di S. Agostino, cioè il suo Manuale su Fede, speranza e carità. Si tratta di un codice miscellaneo, che contiene più opere, databile verso la fine del secolo XI. Vi si riconoscono almeno tre mani diverse di copisti che adoperano la minuscola carolina, scrittura bella e chiara, rotonda, senza abbreviazioni, introdotta a partire dall’VIII secolo alla corte di Carlo Magno. Come formato, è un codice da bisaccia, che i frati benedettini portavano con sè per studiare, Si tratta di un manoscritto povero, senza miniature, solo rubriche in rosso. Alla fine del codice c’è una nota di provenienza della Congregazione di Santa Giustina a Padova. Tre sono le particolarità da sottolineare. I fogli di guardia, le carte che si trovano prima o dopo il corpo del libro a protezione del testo, sono pergamene riutilizzate di altro codice di formato maggione, con iniziali alternate blu e rosse. La pergamena era materiale costosissimo, sempre riutilizzato. In una pagina del codice c'è un buco preesistente alla scrittura, che infatti si sviluppa intorno, senza lacune di testo. Anche questo testimonia il gran conto in cui si teneva la pergamena. L'ultima carta del testo, infine, raccoglie la ricetta per fare l’inchiostro: bollire in acqua le noci di galla, escrescenze prodotte dalla puntura di vari insetti sul tronco, sulle foglie o sulle radici di alcune piante. Le noci di galla sono la materia prima con la quale ottenere il celebre inchiostro "ferro-gallico", usato per secoli e ancora oggi punto di partenza per chi voglia cimentarsi nella realizzazione di un inchiostro naturale. Per la prossima puntata ci ritrovamo venerdì 17! Seguiteci su facebook e vogliateci bene #iorestoacasa #litaliachiamo #laculturanonsiferma