Descrizione
Se la località di Montefortino di Arcevia è molto conosciuta per il rinvenimento della necropoli gallica, non dobbiamo dimenticare che qui era localizzato anche un importante santuario votivo, legato al culto delle acque, che è stato frequentato per almeno otto secoli - dal VI sec. a. C. al II d. C. - come testimoniano i numerosi ex voto qui rinvenuti. Oggi vogliamo rendere omaggio a questa statuina femminile (IV-III sec. a. C.), in terracotta, che riproduce una donna in avanzato stato di gravidanza. A molte acque sorgive erano riconosciute proprietà salutari, miracolose e curative; in antico come oggi, i culti che vi si praticavano erano in onore di divinità protettrici, alle quali ci si rivolgeva per ottenere guarigioni e… fertilità. La gravidanza era infatti una condizione importante per la donna, chiaramente legata alla continuità della vita, ma nelle società antiche rappresentava anche un momento critico, temuto per l’alta incidenza della mortalità sia delle partorienti sia dei nascituri. Da qui l’usanza di questi ex voto, oggetti dal forte valore simbolico, “apotropaico”. A molte acque sorgive erano riconosciute proprietà salutari, miracolose e curative; in antico come oggi, i culti che vi si praticavano erano in onore di divinità protettrici, alle quali ci si rivolgeva per ottenere guarigioni e… fertilità. La gravidanza era infatti una condizione importante per la donna, chiaramente legata alla continuità della vita, ma nelle società antiche rappresentava anche un momento critico, temuto per l’alta incidenza della mortalità sia delle partorienti sia dei nascituri. Da qui l’usanza di questi ex voto, oggetti dal forte valore simbolico, “apotropaico”.