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#iorestoacasa per parlarvi del Corale Aldini 570 e della storia di San Guiniforte

Altro · Pavia

Evento concluso

15/03/2020 - 15/03/2020

#iorestoacasa per parlarvi del Corale Aldini 570 e della storia di San Guiniforte

Indirizzo: Strada Nuova, 65

Sito ufficiale: http://www.bibliotecauniversitariapavia.it/bu/index.php?it/1/home

Descrizione

Buongiorno e buon lunedì! In questa settimana abbiamo cantato dai balconi per esprimere vicinanza e solidarietà, e allora ci sembra il caso di raccontarvi di uno dei nostri Corali, l'Aldini 570, codice in pergamena degli inizi del XV secolo, in scrittura gotica, con 16 iniziali ornate e tre istoriate. A c. 1r la Natività, con una cornice a fiori alternativamente rosa e blu lungo i quattro lati della pagina. A cc. 50v e 61r la raffigurazione di San Guiniforte, su uno sfondo quadrettato di gusto francesizzante presente nella miniatura a Pavia verso la fine del Trecento. Il codice proviene pobabilmente dalla Confraternata dei Battuti della chiesa di san Guiniforte a Pavia. La storia di San Guiniforte, molto amato a Pavia, merita di essere raccontata! San Guinefort o Guignefort di Borgogna era un cane levriero vissuto nel XIII secolo che, secondo la leggenda, era di guardia in un castello dove il cavaliere suo padrone viveva col figlio, di pochi mesi. Tornando un giorno dalla caccia, il cavaliere vide che la stanza del figlio era stata messa a soqquadro, con la culla rovesciata, mentre il cane aveva le zanne insanguinate. Del bambino, ancora in fasce, non v'era traccia. Credendo che il cane lo avesse sbranato, egli lo uccise immediatamente con la sua spada; tuttavia, poco dopo sentì il bambino piangere e lo trovò illeso sotto la culla, assieme a una vipera uccisa dal cane. Esso, dunque, era stato protagonista di una lotta non per fare male al bambino, ma per salvargli la vita. Una volta scoperto l'errore, con pentimento il cavaliere seppellì il cane in una tomba coperta di pietre, e il luogo divenne meta di pellegrinaggi; in breve tempo numerosi ex voto venivano portati al santo-cane in ringraziamento dei miracoli e delle grazie che, secondo i popolani, compiva, soprattutto per la tutela dei bambini. Grazie a un'incessante passaparola che durò secoli, la sua figura fu assimilata a quella di un santo umano, in carne e ossa. Il suo culto, proibito più volte, persistette a tutte le condanne e venne abolito definitivamente solo negli anni trenta del XX secolo dalla Chiesa cattolica. Il "santo levriero" Guiniforte era venerato in Francia e nella nostra città, dove in un bosco tra Pavia e il Ticino risuonavano le grida delle madri dei figli malati che lo invocavano - San Guiniforte, la vita, la morte! - quando ormai ogni speranza di guarigione dei figli sembrava perduta. Buona lettura, ci sentiamo domani sulla nostra pagina di facebook #iorestoacasa #litaliachiamo

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