Descrizione
Giovedì 30 novembre, alle 16.30, la Direzione del Museo Nazionale di Casa Giusti presenta “L'attualità del pensiero e dell'opera di don Milani” conversazione con don Andrea Bigalli e Riccardo Saccenti, nell'ambito delle iniziative per il centenario dalla nascita di Don Milani. A cento anni dalla nascita, il pensiero e l’opera di don Milani sono ancora attuali: la libertà viene dal sapere e ogni cittadino ha il diritto di istruirsi. Una formazione che includa tutti e non scarti nessuno. Nella giornata della celebrazione del 30 novembre, Festa della Toscana, la lezione di Don Milani si pone ancora come asse portante per l’educazione alla libertà per cittadini consapevoli. Il nonno paterno di Giuseppe Giusti, che fece edificare la residenza di famiglia di Monsummano, era ministro e consigliere del Granduca Pietro Leopoldo di Toscana quando il 30 Novembre del 1786 fu firmata la riforma che rese la Toscana il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte e la pratica della tortura. Prof. Don Andrea Bigalli presbitero fiorentino, parroco a Sant'Andrea in Percussina (San Casciano val di Pesa, FI), docente all'Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana, membrodell'Associazione Teologica Italiana, Presidente della Commissione della diocesi di Firenze per Barbiana, membro del Comitato per il Centenario di don Milani, Giornalista pubblicista, critico cinematografico iscritto al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, Referente regionale toscano di Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie Prof. Riccardo Saccenti Insegna storia della Filosofia medievale all'università degli studi di Bergamo. Oltre a studi su tematiche di filosofia medievale si è occupato anche di storia del cristianesimo e della chiesa, con particolare riguardo alla tematica della santità e della canonizzazione, alla storia del Concilio Vaticano II e allo studio della produzione di alcuni teologi del novecento. Si è anche occupato di storia del movimento cattolico, in particolare della genesi del movimento laureati e della chiesa fiorentina nel secondo dopoguerra