Descrizione
In questo periodo sono molti i lavori di ristrutturazione in corso anche nel centro storico di Lucca. In questa città millenaria non è raro imbattersi in testimonianze della vita antica, ma ci sono ritrovamenti che più di altri svelano aspetti quotidiani dell’artigianato e del commercio. Accade così che nel corso di lavori di ristrutturazione di un’abitazione privata in via del Fosso, una volta rimossa la pavimentazione esistente, riemergano i resti dell’attività di una bottega di tintori, operativa almeno dalla fine del XIV secolo, ma ampliatasi e definitasi meglio nel corso del Rinascimento. Di questa fase rimangono tracce affascinanti, che raccontano di un ciclo produttivo ben consolidato e di un’attività fiorente. Si conserva una fornace/caldaia per il riscaldamento dell’acqua, che conserva intatto il piano di fondo ancora annerito per l’uso prolungato. E si possono contare ben quattro tini interrati, di cui si vedono ancora le cerchiature in ferro, di fianco alle basi per altri tre contenitori. Dai vani adiacenti vengono frammenti di stoffa e di strumenti come pinze e pettini, resti di colore, e ancora la struttura di un pozzo e ciò che rimane di una macina… Il ritrovamento è interessantissimo: per la prima volta la fase di coloritura, dalla creazione dei pigmenti alla loro applicazione, è documentata non solo dai testi di archivio, ma anche dall’archeologia. Non ci limitiamo ora a leggere il racconto delle diverse operazioni, ma possiamo seguire materialmente il processo e toccare con mano gli strumenti del tintore. Lo scavo è stato effettuato sotto la direzione della Soprintendenza di Lucca, anche grazie alle caratteristiche del Regolamento edilizio della città, che prevede per il Centro Storico la supervisione della Soprintendenza anche sugli scavi di carattere privato; a questo si è aggiunta la piena disponibilità e collaborazione dei proprietari.