Descrizione
In questo 2020 la Festa della Libertà ci ha sorpreso fragili e provati, prigionieri di un altro nemico, proprio per questo vicini e partecipi dei ricordi di una gioventù pervasa da paure e privazioni, fucili sulle spalle, fame, bombardamenti, oscuramenti, morte, tanta morte. Corpi straziati senza più dignità. Ricordi di persone, ora quasi tutte scomparse, che a Cosenza festeggiarono la Liberazione riversandosi per strada, danzando al suono delle dolci melodie di orchestrine improvvisate, con la voglia e la speranza di ricominciare, senza dimenticare. Per non dimenticare l’Archivio di Stato di Cosenza ha elaborato un percorso in cui si evidenziano le rovine morali e materiali dell’odio e della paura, per una riflessione verso i valori di unità e coesione. “Dalla persecuzione religiosa alla discriminazione razziale: documenti per conoscere, comprendere, ricordare” è la riproposizione virtuale di una mostra documentaria che parte dalla presenza delle comunità ebraiche nel territorio, attestata dai documenti notarili sin dal 1500. Presenze ebraiche costrette a dileguarsi dopo gli editti di espulsione cinquecenteschi, poi definitivamente nel ‘700, e si ritrovano internate nei campi di concentramento. Guarda il video all’indirizzo: https://www. facebook. com/Archiviodi Statodi Cosenza/videos/824000361441869/ “Le Lettere dalla Prigionia”, sono la testimonianza tre soldati italiani Pasquale, Menotti, e Giuseppe, che “hanno fatto il loro dovere”, profondamente segnati dalla guerra si abbandonano allo sconforto e ai patimenti per la lunga prigionia in Africa. Disponibile all’indirizzo: https://www. archiviodistatocosenza. beniculturali. it/index. php? it/22/eventi/198/la-cultura-non-si-ferma-lettere-dalla-prigionia “ I Bombardamenti aerei a Cosenza nel 1943”, documenti che lasciano trapelare tutto il terrore vissuto e, nonostante tutto, rappresentano un simbolo di riscatto e impegno, di aspettative e resilienza per la ricostruzione. https://www. archiviodistatocosenza. beniculturali. it/index. php? it/22/eventi/200/la-cultura-non-si-ferma-i-bombardamenti-del-1943