Descrizione
Si avvicina la Fase 2; al via più libertà di movimento da lunedì 4 maggio, ma per la riapertura dei musei ci vuole ancora un po’ di tempo: forse il 18 maggio. Allora le Gallerie dell’Accademia di Venezia hanno deciso di riempire quella che poteva essere un’altra domenica senza arte e cultura dal vivo, condividendo il contributo ‘personale’ del museo su un’opera emblematica delle Gallerie. Dopo “La Tempesta” di Giorgione, infatti, è la volta di andare a scoprire più da vicino e nel dettaglio un altro capolavoro di questo artista così significativo: “La Vecchia”. Molti gli sforzi fatti per ridare all’opera il suo ‘vecchio’ splendore e nuova vitalità e vigore. “La Vecchia”, infatti, è stata al centro di un grosso intervento di restauro, ben illustrato da professionisti e dal direttore stesso: Giulio Manieri Elia. Questo in occasione di un ciclo di conferenze a tema sul quadro, tenutesi nel museo; di cui le Gallerie hanno riproposto il primo sulla propria pagina Facebook. Durante il primo incontro del ciclo “Intorno a La Vecchia di Giorgione. Restauro, interpretazioni, collezionismo", tenutosi lo scorso autunno, si sono ripercorse le tappe che hanno portato alla scoperta approfondita di questo capolavoro senza tempo e delle sue vicissitudini. All’incontro, dal titolo "La Vecchia di Giorgione. Storia conservativa, indagini, restauro”, oltre al direttore Giulio Manieri Elia è intervenuto anche il dottor Giulio Bono. Un incontro per specialisti, tecnici, addetti ai lavori e non, ma anche per i semplici appassionati e gli amanti di arte, di quest’opera e di questo artista. Un incontro, infatti, accessibile a tutti, in cui si è cercato di illustrare in maniera semplice il lavoro svolto, facendone comprendere tutte le difficoltà e la complessità attuativa. Un lavoro lungo, meticoloso, complicato, delicato, che ha richiesto non solo tempo, ma l’applicazione di tante competenze specifiche, per salvaguardare l’integrità dell’opera pur restaurandola.