Descrizione
Nell'estate 2009, durante gli scavi di una necropoli tardoantica-altomedievale in Via Ciro Menotti a Modena, furono rinvenuti due scheletri sepolti mano nella mano che proprio per questa peculiarità furono subito ribattezzati dai media gli “Amanti di Modena”. Nei mesi scorsi una tecnica semplice e innovativa ha determinato che i due individui erano entrambi di sesso maschile. Per parlare di questa interessante scoperta scientifica la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna e i Musei di Modena propongono un incontro con ricercatori ed esperti Partecipano: Federico Lugli e Giulia di Rocco, Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell'Università di Modena e Reggio Emilia Antonino Vazzana e Stefano Benazzi, Laboratorio di Osteoarcheologia e Paleoantropologia, Dipartimento di Beni Culturali, dell'Università di Bologna Cinzia Cavallari, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara Le nuove frontiere del metodo alternativo al DNA, permettono di determinare il sesso di un individuo tramite le proteine contenute nello smalto dentale. La metodologia è stata applicata per la prima volta ai due scheletri rinvenuti nel 2009 a Modena in viale Ciro Menotti, sepolti mano nella mano e rivelatisi entrambi maschili. Per illustrare la nuova tecnica e gli studi compiuti da Uni MORE e Uni BO i Musei Civici di Modena e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara propongono questo incontro con archeologi, ricercatori e docenti.