Descrizione
Ha le sembianze di una figura maschile barbata, dall'aspetto vigoroso, semidistesa sopra un’anfora, con una corona di foglie acquatiche, una cornucopia e un remo e vicino una lupa con i gemelli o una prua di una nave. E’ il Fiume Tevere, Il cui nome deriva, secondo la leggenda, da quello di un re latino, Tiberino, che perse la vita nelle sue acque. In suo onore, nella Roma antica, si celebravano sacri riti propiziatori chiamati Tiberinalia. Partecipiamo al progetto del Mibact di raccontare il paesaggio italiano attraverso le antiche carte con la pubblicazione di una pianta settecentesca della nostra collezione cartografica. Seguiamo il tracciato del fiume che nei suoi 405 Km attraversa l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria ed il Lazio fino a gettarsi nel Mediterraneo all’altezza della foce di Fiumicino e di Isola Sacra. Un lungo percorso che ci consente di esplorare panorami naturalistici caratterizzati da montagne, valli, rapide e cascate, da una vegetazione di foreste di faggi, che poi diventa macchia e boscaglia e poi ancora macchia mediterranea, seguita da pioppi e salici che accompagnano il corso del Tevere fin quasi dentro Roma. Un viaggio per ammirare scenari urbani ricchi di storia come S. Sepolcro, Città di Castello, Perugia e Todi. E’ un itinerario che ci parla anche dell’importanza che il Tevere ha rivestito per molti secoli come via di comunicazione. Piccole e grandi navi, dopo aver solcato il Mediterraneo, risalivano il Tevere con la forza dei remi e con quella delle funi, manovrate da schiavi o da animali. Il punto d'approdo più antico era il "portus Tiberinus" (nell’area ove oggi sorge il palazzo dell'Anagrafe). Quando i commerci fluviali assunsero la massima espansione e da tutto l’impero romano giungevano i prodotti più svariati, dalle spezie ai legni pregiati e ai marmi orientali, sorse agli inizi del II secolo a. C., tra il Foro Boario e Testaccio, il nuovo porto dell'Emporio, dotato di banchine e magazzini. Il porto romano, rovinato nei secoli dalle alluvioni del Tevere, fu abbandonato per il nuovo porto di Ripa Grande costruito nel 1642 sulla sponda opposta del fiume in corrispondenza dell'Ospizio di S. Michele. La tavola, a china e acquerello, rappresenta il “corso del fiume Tevere, e sue adiacenze, dall'influenza della Nera, fino al mare allo sbocco di Fiumicino per il tratto di centocinque miglia”: fu disegnata nel 1772 dall'architetto Giuseppe Pannini (1720-1810) per ordine di monsignor Braschi, Tesoriere generale della Camera Apostolica, e contiene “l'indicazione di ventiquattro riparazioni fatte in diversi siti nell'alveo del medesimo fiume..." al fine di ripristinare il "sicuro transito”. Sono utilizzate due scale diverse per raffigurare il tracciato del fiume e le singole riparazioni, il tutto è incorniciato dal disegno continuo di un tralcio ornamentale. ASR, Extravagantes Il disegno è consultabile nella sezione Cartografica - Imago del nostro sito web al link: http://www. cflr. beniculturali. it//iip_viewer/iipimage-new. php? dir=/AS_Roma/Imago/&file=Cartografica/Collezioni%20disegni%20e%20mappe/Collezione%20extravagantes/030/001/030. jp2