Descrizione
Pillole d'archivio: In questo giorno di aprile vogliamo ricordare Michele Viterbo. Due giorni fa del lontano 1973, lo scrittore, storico, educatore, giornalista e amministratore locale moriva a Bari, nella sua Puglia. In quella terra di cui tanto si era occupato nei suoi studi storici e nei suoi articoli destinati alle più grandi testate giornalistiche del Mezzogiorno, per le quali dall’agosto 1950 decise di scrivere con il nome di Peucezio. Nel 1990 la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia dichiara l’archivio privato di Michele Viterbo di “notevole interesse storico” e nel 2013 viene donato all’Archivio di Stato di Bari. La documentazione, prodotta e acquisita nell’arco della sua esistenza, costituisce una testimonianza diretta delle vicende pubbliche e private dell’autore: oltre a fotografie, tessere personali e carte di famiglia, il fondo contiene documentazione risalente ai suoi anni spesi come amministratore locale, appunti e memorie manoscritte, ritagli di giornale, materiale redazionale e anche biglietti di auguri e corrispondenza con personaggi illustri del mondo letterario e politico dell’epoca. Con la promessa di ritornare presto ad approfondire questo importante archivio, pubblichiamo oggi una lettera che Filippo Tommaso Marinetti, scrittore e fondatore del movimento Futurista, scrisse il 7 agosto 1936 a Michele Viterbo, affinché collaborasse alla neonata rivista di propaganda fascista “Azione Imperiale". Lo stesso 13 aprile, ma dell’anno 1935, Viterbo venne infatti eletto podestà di Bari, carica che ricoprì fino al 1943. E' in virtù di questa carica che Marinetti chiede dunque a Viterbo di collaborare a fornire “una sintetica rassegna delle attività politiche, sociali, culturali, industriali e turistiche della Provincia di Bari”. Come politico e amministratore locale è infine doveroso ricordarlo per il suo contributo, come Commissario e poi Preside per l’amministrazione della Provincia di Bari dal 1924 al 1931, alla nascita della Fiera del Levante, della Pinacoteca Provinciale e dell’Università degli Studi di Bari.