Descrizione
Per la Giornata Mondiale della Poesia, fissata per il 21 marzo 2020, il museo ha proposto sulla sua pagina Facebook la lettura di alcune poesie, da parte di addetti ai lavori del posto. Dopo Roberto Ranieri, dopo i veneti e veneziani doc Laura Guadagnin e Claudio Ongarato, è stata la volta di Lucia Guidorizzi; nata a Paodva, ma che attualmente vive a Venezia. Lucia Guidorizzi viandante nella vita e nella scrittura, ha pubblicato con Editoria Universitaria quattro libri di poesie: “Confini” (2005), “Scandalose entropie. Riflessioni poetiche sugli abusi prodotti dal divenire storico” (2006),“Ibrida Hybris”(2007), "Quadrilunio. Una tetralogia dell'Anima." (2009) e con Supernova "Milagros"(2011), “Nel paese dei castelli di sabbia” (2013), “Controcanto” (2015), “Pietra Esile” (2017), “Foreste e forestieri” (2019). È curatrice della rubrica Luci Allaluna online sulla letteratura ispanoamericana per il Progetto 7Lune e curatrice per Cartesensibili (https/cartesensibiliwordpress. com/) della rubrica Sentieri Sognanti e dei quaderni del Cammino. Collabora con la rivista online Amicando diretta da Enzo Santese. La sua voce è presente nella Poetry Sound Library curata da Giovanna Iorio. Due le poesie che lei ha scelto di leggere per le Gallerie dell'Accademia di Venezia: "OBSCURUM PER OBSCURIUS, IGNOTUM PER IGNOTIUS Motto alchimistico" estratta da “Milagros”, Supernova 2011 e"AURORA CONSURGENS", tratta da “Nel paese dei castelli di sabbia”, Supernova 2013. Di seguito i testi che si sono potuti leggere, ad accompagnare la lettura e la voce di Guidorizzi. OBSCURUM PER OBSCURIUS, IGNOTUM PER IGNOTIUS Motto alchimistico In questo monotono e veloce dispiegarsi dei giorni a volte l'interferenza di un sogno, di un incontro, spezza il cerchio delle abitudini per far riaffiorare risorse impossibili. Sono le parole che ci salvano, sono le parole che ci uccidono ed è da questo continuo corpo a corpo con loro che emergiamo, ora sconfitti o vincitori Ma sempre, lì dove si apre lo splendore di una ferita sempre da lì parte il traghetto che verso nuovi mondi ci conduce. AURORA CONSURGENS Quando questa notte finirà allungherò le mani verso l’aurora e sarà come approdare ad un porto luminoso dell’Est Giungerai a me agognata saggezza che deriva dalla caduta paura che gonfia le vele nere dei miei occhi Cadrò, mi rialzerò guarendo dalla stagione dei miei mali senza alcun definitivo affrancamento poichè sempre vibra il timore nella carne Il dolore del tempo che stride la sua canzone di vergogna vergogna dell’anima di appartenere a se stessa Quando questa stagione finirà sarò ancora io nel mio perpetuo bilico a contare i buchi le crepe operate dal disordine Quando questa notte finirà giungerà l’aurora dal paese della luce nella promessa di una nuova fioritura che risvegli il giardino dal furore tempestoso dell’inverno Quando questa notte finirà