Descrizione
Giovedì 27 marzo 2025 alle 16.30 presso la Sala Conferenze dell’Archivio di Stato di Taranto si terrà la presentazione del volume di Vito Fumarola “L’Esodo giuliano dalmata in provincia di Taranto”. L’evento, in ideale continuità con le manifestazioni dello scorso 10 febbraio, Giorno del Ricordo, istituito “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe”, è organizzato dall’Archivio di Stato di Taranto con l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). Alla presentazione interverranno, dialogando con l’autore: Valentina Esposto, direttrice dell’Archivio di Stato di Taranto, Alessandro Cuk, vicepresidente nazionale ANVGD, Aldo Pugliese, presidente del Comitato provinciale ANVGD Taranto, Giuseppe Parlato, storico, professore emerito Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT) e Viviana Fasano, referente locale del Comitato 10 febbraio. Vito Fumarola aveva già esplorato il tema dell’esodo giuliano dalmata in una precedente pubblicazione, “Dall’Istria a Taranto per restare italiani. Ricerche e testimonianze sull’esodo giuliano dalmata in terra ionica” basata prevalentemente sulla raccolta di testimonianze dirette degli esuli. In questo secondo libro lo studioso ha ampliato l'orizzonte della ricerca attingendo a piene mani alle fonti d'archivio, in particolare quelle, in buona parte inedite, conservate nell’Archivio di Stato di Taranto. Taranto a livello nazionale si configura come meta significativa per i profughi, scelta spiegabile con la presenza dell’Arsenale militare e dei Cantieri Navali, settori nei quali sarebbero potuto reimpiegarsi coloro che già svolgevano lavori simili nell’arsenale di Pola. Lo studio analizza per la prima volta in maniera sistematica i numeri e la composizione sociale degli esuli, i luoghi e le modalità dell’accoglienza, i rapporti non sempre facili con la popolazione locale. L'evento sarà dunque un'occasione per approfondire la conoscenza di una pagina di storia locale poco esplorata, ma che sempre più, dopo l'istituzione del Giorno del Ricordo si inserisce in un contesto di riflessione nazionale volto a riconoscere il valore della memoria storica come strumento di giustizia e consapevolezza.