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Studi e ricerche a Palazzo Spinola | Nuovi studi su Giusto da Ravensburg e Zanetto Bugatto

Incontro/presentazione · Genova

Evento concluso

11/11/2025 - 11/11/2025

Studi e ricerche a Palazzo Spinola | Nuovi studi su Giusto da Ravensburg e Zanetto Bugatto

Indirizzo: Piazza di Pellicceria, 1

Sito ufficiale: https://palazzospinola.cultura.gov.it/

Prezzo: Gratuito

Descrizione

mercoledì 19 novembre 2025 | ore 16.00Presentazione del volume Antoon van Dyck. La pala Orero a San Michele di Paganadi Daniele Sanguinetiintrodurranno Gianluca Zanelli (Direttore Palazzo Spinola e Galleria Nazionale della Liguria) e Maria Beatrice Failla (Università di Torino – Dipartimento di Studi Storici)Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata (posti limitati) a palazzospinola@cultura. gov. it Lo studio offre uno sguardo approfondito su uno dei capolavori che Antoon van Dyck lasciò in Liguria, nel corso del suo soggiorno italiano (1621-1627). Il volume ricostruisce le vicende della pala raffigurante il Cristo spirante dipinta per l’altare dello speziario Francesco Orero nella chiesa di San Michele di Pagana (Rapallo), luogo a cui la famiglia Spinola fu per secoli particolarmente legata. Giacomo Spinola donò alla chiesa rivierasca, infatti, numerose tele provenienti da centri religiosi genovesi soppressi a inizio Ottocento. Il nobile si occupò inoltre di altre commissioni e restauri, tra cui quello che doveva interessare la stessa tela di Van Dyck. Grazie all’analisi di nuove evidenze documentarie, viene delineata un’inedita cronologia del soggiorno genovese di Van Dyck, ridimensionando i tempi finora accettati e proponendo un’interpretazione più dinamica dei suoi spostamenti in Italia. La ricerca indaga le complesse relazioni del giovane fiammingo con l’ambiente artistico genovese del XVII secolo, caratterizzato da una presunta mancanza di grandi commissioni pubbliche, che lo spinsero a cercare fortuna altrove. In un’epoca in cui i pittori stranieri dominavano la scena genovese, Van Dyck riuscì a distinguersi come ritrattista, ma la sua abilità non si limitò a questo. L’analisi della pala Orero rivela la sua profonda conoscenza della pittura veneziana, in particolare di Tiziano, e la sua capacità di trasformare un’iconografia devozionale in un’opera di toccante intensità spirituale.

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