Descrizione
Nei racconti del D'Onofri, si legge che Carlo, regnante in Spagna, stringeva tra le mani, forse con un pizzico di malinconia per la sua Napoli, una “tabacchiera della pietra del Vesuvio con un ovativo che rappresentava appunto l’eruzione del 1769”, sottratta all’infante Don Gabriello che l’aveva ricevuto in dono. Il sovrano, secondo il biografo, aveva poi confessato al figlio ciò: “ se io prendessi tabacco non te la darei più e mi terrei il Vesuvio”. Questo genere di oggetti in lava (in realtà si trattava di pietre tenere e marne fluviali) era particolarmente evocativo di Napoli e del suo vulcano ed era molto richiesto da nobili e borghesi, oltre ad essere un irrinunciabile souvenir per i viaggiatori del Grand Tour. Ancora il D’Onofri ricorda che Goethe acquistò una raccolta di lave vesuviane da Mattia Valenziani, figlio di Tommaso, restauratore di bronzi antichi. Per saperne di più seguiteci sui nostri social! Facebook Instagram Twitter