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Una vita da collezionista. A tu per tu con Nando Salce

Concerto · Treviso

Evento concluso

14/11/2024 - 14/11/2024

Una vita da collezionista. A tu per tu con Nando Salce

Indirizzo: via Carlo Alberto, 31

Sito ufficiale: https://museiveneto.cultura.gov.it/musei/museo-nazionale-collezione-salce

Prezzo: 0 €

Descrizione

Venerdì 15 novembre, ore 20:45MUSICHE RITROVATEEsecuzione di inediti codici e manoscritti musicali trevigiane Concerto nella chiesa di San Gaetano | via Carlo Alberto - Treviso Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili Nell'ambito della rassegna musicale Autunno Musicale 2024, a cura di Musincantus Anna Tarca soprano Maria Zalloni contralto Claudio Zinutti tenore Filippo Bordin basso Walter Vestidello violoncello Giampietro Rosato organo Ethos Ensemble Michele Pozzobon direttore PROGRAMMAFrancesco Santacroce (1487-1556) Praecamur te, pater 4v Giovanni Nasco (1510?-1561) Ave Maria 4v Ave Virgo, gratia plena, 4v Kyrire dalla messa sopra Gerometta, 4VGiovanni Florio (1555?-1598?) Iste confessor, 4v Amadio Freddi (1556-1634) Alleluia – Et salutare tuum, 5v Andrea Gabrieli (1532/33-1585) Diligam te, Domine 4v Giovanni Maria Bononcini (1642-1678) Confitebor (Salmo 110, per quartetto vocale e basso continuo)Teodoro Clinio (1548-1601) Christus factus est, 8v Pietro Antonio Spalenza (1545ca. – 1677) Magnificat sul I tuono Un concerto per apprezzare i brani tratti da un manoscritto della seconda metà dell’Ottocento conservato alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, originariamente nei codici della Biblioteca Capitolare di Treviso. Alcuni, in particolare, erano presenti in manoscritti distrutti dall’incendio dell’Archivio capitolare seguito al bombardamento americano della città di Treviso avvenuto proprio ottant’anni fa, il 7 aprile 1944. Il cantico del Magnificat di Pietro Antonio Spalenza, il mottetto Christus factus est di Teodoro Clinio, ambedue a otto voci, e i salmi Laudate Dominum e Confitebor di Giovanni Maria Bononcini erano presenti come unica copia in alcuni codici trevigiani distrutti e oggi possiamo quindi riacquisirli proprio grazie al codice veneziano. Da qui l’importanza del loro recupero. Esso ha sollecitato riflessioni articolate e approfondite che sono confluite in un lavoro di prossima pubblicazione (casa editrice Diastema). Il voluminoso codice contiene altre composizioni provenienti – per esplicita ammissione del trascrittore (per il momento non ancora individuato con certezza) – dalla biblioteca trevigiana e da altre ipotetiche istituzioni dell’area padano-veneta. Il ricco repertorio rinascimentale e barocco contenuto nel codice marciano ha consentito l’apertura di variegate indagini di carattere storico e musicale: da un’inedita attenzione per la musica antica alla figura del ricercatore ottocentesco; dalla nascita di una nuova sensibilità musicale – che si pone in contrasto con un’estetica sbilanciata sul versante del melodramma – alla ricerca di una musica da chiesa più appropriata alla liturgia. Esso inoltre ci mette nelle condizioni di riacquisire una piccola ma significativa parte, che pensavamo irrimediabilmente perduta, del prezioso patrimonio musicale un tempo presente nell’Archivio capitolare della Cattedrale di Treviso.

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